
Oscar Pistorius corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio,
denominate cheetah e detiene il record del mondo sui 100, 200 e 400 m piani tra i disabili.
Nel 2008 la rivista inglese Time lo ha incluso tra le cento persone più influenti del mondo,
nella categoria “Eroi e pionieri”, grazie alla sua battaglia per partecipare alle Olimpiadi di Pechino
e far aprire le gare atletiche internazionali ai disabili.

Foto Luca Pagni (c) Stadio dei Marmi a Roma, Golden Gala 11 luglio 2008

Foto Cecilia Ferri (c) Roma, Golden Gala 11 luglio 2008

Foto Cecilia Ferri (c) Roma, Golden Gala 11 luglio 2008

Foto Cecilia Ferri (c) Roma, Golden Gala 11 luglio 2008
"Oscar Pistorius ed i media ai suoi piedi"
parola di Oscar Pistorius.
Sulla sua vita ha scritto il libro DreamRunner per la Rizzoli
ed ha inciso e pubblicato il disco Olympic Dream.
Candido Cannavò scrive nella prefazione al libri che
“Oscar è un simbolo, Oscar dà coraggio al mondo: a quelli come lui, partiti con un handicap, ma anche agli uomini e alle donne che hanno avuto tutto dalla Natura e bruciano tesori nel vuoto di una vita senza valori.”
‘Faccio un disco per far sentire in un modo nuovo i miei pensieri ma anche per fare del bene agli altri, dato che parte degli incassi andrà in beneficenza’,
racconta l’atleta in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni parlando del cd ‘Olympic dream’ che ha inciso nei giorni scorsi, con 12 cover e due inediti in cui recita brani tratti dalla sua autobiografia:
I Negramaro hanno scelto Oscar Pistorius come testimonial
per il video di "Via le mani dagli occhi" girato all'Arena di Milano,
quale inno contro la discriminazione e i pregiudizi
ed uscito il 23 luglio 2008.
Come ha spiegato anche il cantante Giuliano Sangiorgi,
"Pistorius è il simbolo del coraggio e della voglia di vivere,
perché rappresenta la caparbietà con cui si può riuscire a superare tutti i limiti".
http://www.disabili-oggi.it/archives/0001438.html
(AGI) - Roma, 16 mag. - Oscar Pistorius, soprannominato “Blade runner” per le sue protesi in fibra di carbonio con cui vola sul tartan, e’ un atleta sudafricano, campione paralimpico nel 2004 sui 200. Nato a Pretoria il 22 novembre 1986 con una grave malformazione (non aveva i talloni), all’eta’ di undici mesi gli furono amputati gli arti inferiori all’altezza del ginocchio. Da ragazzo ha praticato rugby e pallanuoto, poi un infortunio lo ha spinto verso l’atletica leggera.
Il suo primo trionfo fu alle Paralimpiadi di Atene del 2004, quando a soli 17 anni vinse il bronzo sui 100 e l’oro sui 200, battendo anche atleti amputati singoli piu’ quotati di lui, come gli statunitensi Marlon Shirley e Brian Frasure. Divenne conosciuto in tutto il mondo quando nel giugno 2007 fu ammesso a gareggiare al Golden Gala di Roma e arrivo’ secondo nei 400 metri in una batteria di normodotati. Pistorius detiene il record del mondo per amputati su tutte e tre le distanze su cui corre: 10.91 sui 100, 21.58 sui 200 e 46.56 sui 400.
Fin dal 2005 ha espresso il desiderio di poter correre coi
normodotati alle Olimpiadi di Pechino 2008. Ma la Iaaf il 14 gennaio
aveva respinto questa richiesta, sostenendo che “un atleta che utilizzi
protesi” come le sue “cheetah” ha “un vantaggio meccanico
dimostrabile”. (AGI)